Comprare fuori dall'Unione europea - IVA, dogana e costi nascosti
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Il prezzo che vedi al momento del pagamento su un sito extraeuropeo è spesso solo una parte di quello che pagherai. Tra IVA all'importazione, eventuali dazi e commissioni del corriere, un ordine da 100 euro può arrivare a costarne 130 o più, e la differenza si scopre quasi sempre sul pianerottolo, quando il fattorino chiede di pagare prima di consegnare. Capire come si compone quel conto richiede cinque minuti e si fa una volta sola.
Che cosa significa extra Unione europea
La distinzione non è geografica ma doganale. Un ordine spedito da un magazzino in Germania, Polonia o Spagna viaggia dentro il mercato unico e non incontra nessuna dogana: il prezzo che paghi è il prezzo finale. Un ordine spedito dalla Cina, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Svizzera o dalla Turchia entra invece in Italia come importazione.
Il Regno Unito è il caso che sorprende di più, perché dopo la Brexit un pacco da Londra segue le stesse regole di uno da Shenzhen. Vale la pena controllare il Paese di spedizione e non il dominio del sito: molti marketplace hanno un indirizzo italiano ma spediscono da fuori, e alcuni venditori cinesi operano da magazzini europei, quindi sulla stessa piattaforma puoi trovare ordini di entrambi i tipi.
Attenzione anche all'inverso: se la spedizione parte da un magazzino europeo, non ci sono dogana né IVA aggiuntiva, ma la garanzia può cambiare se il venditore ha sede fuori dall'Unione.
IVA dal primo euro, dazi sopra i 150 euro
Fino al 2021 esisteva una franchigia che esentava dall'IVA le spedizioni fino a 22 euro. È stata abolita il 1° luglio di quell'anno: oggi ogni importazione paga l'IVA italiana, anche un portachiavi da tre euro.
L'aliquota è quella ordinaria del 22 per cento per la grande maggioranza dei prodotti, con le aliquote ridotte che si applicano alle stesse categorie di sempre, come il 4 per cento sui libri. La base di calcolo non è però solo il prezzo del prodotto: comprende anche le spese di trasporto e assicurazione, e gli eventuali dazi. In pratica, paghi l'IVA anche sulla spedizione.
I dazi doganali seguono invece una soglia diversa. Le spedizioni con valore intrinseco fino a 150 euro, cioè il valore della merce senza trasporto, ne sono esenti; sopra quella cifra si applica l'aliquota prevista dalla tariffa doganale, che varia molto per categoria e arriva a percentuali a doppia cifra su abbigliamento e calzature, mentre su diversi prodotti elettronici è pari a zero. Questa soglia è oggetto di revisione a livello europeo, quindi prima di un ordine importante conviene verificare che sia ancora in vigore.
Tre esempi di conto finale
I numeri qui sotto usano un'aliquota IVA del 22 per cento e una commissione di sdoganamento nella fascia tipica dei corrieri. Servono a mostrare l'ordine di grandezza, non a sostituire il calcolo del singolo spedizioniere.
Dove vanno i 313 € del terzo esempio
-
Merce e spedizione
70,4%
220 €
-
IVA al 22%
17,3%
54,21 €
-
Dazio al 12%
8,4%
26,40 €
-
Spese del corriere
3,8%
Circa 12 €
| Ordine | Dazi | IVA | Spese del corriere | Totale reale |
|---|---|---|---|---|
| 40 € con IVA riscossa dal venditore | 0 € | Già inclusa | 0 € | 40 € |
| 120 € di merce + 15 € di spedizione | 0 €, sotto i 150 € | 29,70 € | Circa 10 € | Circa 175 € |
| 200 € di merce + 20 € di spedizione, dazio al 12% | 26,40 € | 54,21 € | Circa 12 € | Circa 313 € |
La riga più importante è la prima. Quando il venditore è registrato al regime europeo che consente di riscuotere l'IVA direttamente al momento dell'acquisto, per le spedizioni fino a 150 euro il pacco arriva senza nessun pagamento aggiuntivo. È il motivo per cui due ordini identici dallo stesso Paese possono avere esiti opposti, e conviene cercare in fase di pagamento la dicitura che indica se l'IVA è inclusa.
Quando invece l'IVA non è stata riscossa alla fonte, è il corriere ad anticiparla alla dogana e a chiedertela alla consegna, aggiungendo una commissione per la pratica. Quella commissione è fissa, quindi pesa in percentuale molto più su un ordine piccolo che su uno grande: è la ragione per cui conviene raggruppare gli acquisti in una sola spedizione anziché farne tre da venti euro.
Il valore dichiarato non si tocca
Capita che un venditore proponga di dichiarare un valore più basso o di indicare la spedizione come regalo per evitare i costi. È una falsa dichiarazione doganale, e la responsabilità ricade anche sul destinatario: le conseguenze possono andare dalla sanzione amministrativa al sequestro della merce, e il risparmio in gioco è quasi sempre di pochi euro.
Esiste invece una franchigia legittima ma stretta, prevista per le spedizioni tra privati senza carattere commerciale e di valore modesto. Non copre gli acquisti su un marketplace, nemmeno quando la spedizione è confezionata come un regalo, perché il criterio è la natura dell'operazione e non l'aspetto del pacco.
Resi e garanzia funzionano diversamente
Le tutele che dai per scontate quando compri in Italia, cioè i quattordici giorni di ripensamento e i due anni di garanzia legale, nascono da norme europee e vincolano i venditori che operano nell'Unione. Un venditore con sede in Asia o negli Stati Uniti non è soggetto a quegli obblighi, e far valere un diritto contro di lui è difficile a prescindere da come sia scritta la sua pagina dei resi.
Il punto più costoso è la spedizione di ritorno. Rispedire un prodotto da venti o trenta euro in Cina costa spesso più del prodotto stesso, e molti venditori lo sanno: preferiscono offrirti un rimborso parziale piuttosto che accettare il reso. Se il valore è significativo, verifica se il venditore mette a disposizione un centro resi europeo: è un controllo da fare prima di ordinare, non dopo.
Quando l'acquisto passa da un grande marketplace, verifica quale soggetto risulta venditore nella conferma d'ordine: alcune piattaforme rispondono in prima persona degli acquisti importati sotto una certa soglia, e questo cambia completamente l'interlocutore in caso di problema. Per il quadro delle tutele quando invece compri da un venditore europeo, abbiamo una guida dedicata al recesso e alla garanzia legale.
Sicurezza dei prodotti e conformità
Un prodotto venduto nell'Unione europea deve rispettare requisiti precisi: marcatura CE dove prevista, norme sulla sicurezza elettrica, limiti per i materiali a contatto con gli alimenti, regole specifiche per giocattoli e cosmetici. Un prodotto importato direttamente da un venditore extraeuropeo può non rispettarli, e in quel caso il problema non è il prezzo ma il rischio.
Le categorie su cui vale la pena essere prudenti sono sempre le stesse: caricabatterie e alimentatori, giocattoli per bambini piccoli, cosmetici, integratori e qualsiasi cosa che scaldi o si colleghi alla rete elettrica. Per queste, la differenza di prezzo raramente giustifica l'incertezza.
Come decidere prima di ordinare
La regola pratica è una sola: calcola sempre il totale reale prima di confrontare. Somma prezzo, spedizione, IVA al 22 per cento su entrambi e, se superi i 150 euro di merce, anche il dazio della categoria; poi confronta quel numero con il prezzo dello stesso prodotto da un venditore europeo. Capita spesso che il vantaggio si riduca a pochi euro, e a quel punto tempi di consegna, resi e garanzia valgono più della differenza.
Se il conto resta a favore dell'ordine extraeuropeo, concentra gli acquisti in una spedizione sola e preferisci i venditori che riscuotono l'IVA al momento del pagamento. Per tutto il resto, i negozi e le offerte che trovi qui partono già dal prezzo finale, senza dogana da aggiungere.